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Preghiere composte da Germana Resch

Qui presentiamo due preghiere composte da Germana Resch, che ci presentano nella sua semplicità la grande ricchezza spirituale di questa donna, dono di Dio per Betania.


Preghiera composta da Germana Resch

Mio Dio, io ti affido questo nuovo giorno

che desidero consumare in continuo atto d’amore

e compiendo il più generosamente

e gioiosamente possibile il Tuo santo volere.

Getto nella fornace ardente

del Tuo Cuore Misericordioso tutte le mie debolezze

affinché siano distrutte, e si consumi la mia vita

nel fuoco dell’amore più puro e ardente.

Aiutami a vivere nel Tuo santo volere,

ad amare l’umiltà, la carità,

la croce, l’abnegazione, l’obbedienza.

Mi rifugio nel Tuo Cuore Misericordioso,

fortifica la mia debolezza, aiutami nella lotta.

Benedicimi, Cuore Misericordioso di Gesù,

io ti amo nonostante la mia miseria

e fa chi io sia una piccola ostia d’amore.

Amen.

 

 Preghiera composta da Germana Resch

 

Verbo di Dio

che per il tuo grande amore hai preso la natura umana

e ti sei fatto nostro fratello.

Gesù Salvatore

che hai accordato la risurrezione di Lazzaro

all’affetto e alle preghiere di Marta e di Maria sue sorelle,

degnati di esaudire le domande

che ti rivolgiamo dal profondo del cuore per i nostri fratelli.

Conservali costanti nella fede,

ferventi nella pietà, puri nelle tentazioni,

forti nella prova, coraggiosi nell’opera.

Proteggili contro tutti i pericoli,

riconducili a Te se si fossero smarriti,

assistili soprattutto nell’ora della morte,

affinché, dopo essere stati tuoi servi sulla terra,

siano un giorno, e noi con essi,

i tuoi eletti nel Cielo.

Libro: Germana Resch: una donna tutta di Dio

Pubblichiamo qui il libro Germana Resch: una donna tutta di Dio scritto da Franco Locci su Germana Resch, cofondatrice dell'Istituto Piccola Betania. E' possibile scaricare l'intero libro in versione PDF cliccando qui. Ci sembra significativo riportare la prefazione del testo, scritta dal Vescovo Luciano Pacomio per presentare la figura della "piccola" Germana Resch, che in modo sommesso e umile ha saputo avere come unico centro del suo vivere Gesù.

PREFAZIONE

Scrivo una nota introduttiva nella mattina stessa di Pentecoste. Non credo che questo sia fortuito. Di fronte ai doni e alle opere di Dio, e Germana Resch é tale, c'é sempre la necessità di avvicinarsi in modo sommesso, buono, disponibile per poter comprendere, senza sovrapporre pensieri nostri, esigenze nostre, desideri nostri. E Pentecoste é il giorno più adatto per riannunciare con semplicità e chiarezza l'azione dello Spirito.

La "piccola" vita di Germana Resch ha un unico centro: Gesù, il Signore. Quasi presa per mano, dotata umanamente di soavità fisico-psichica, di dedizione, di attenzione duttile al bene e alla condivisione, é stata una figliola pronta al cammino della fede, anche con doni eccezionali nel rapporto fondativo: quello di ogni persona con Gesù, il Signore Dio, che ha rivelato nella sua storia personale il divino disegno del Padre sull'umanità e su ogni persona umana, e l'azione dello Spirito, che permette anche a Germana Resch di proclamare sempre  più intensamente: "Gesù é il Signore" (1Corinzi 12,3).

Con questo centro, concretamente riconosciuto, adorato e amato nell'Eucaristia, si possono individuare anche quattro punti cardinali:

  • innanzi tutto la famiglia d'origine, amata e ricordata sempre, anche nei distacchi della consacrazione totale al Signore;
  • in secondo luogo l'impegno virtuoso nei capisaldi di una qualità di vita che é in pieno contrasto con il modo: "povertà, obbedienza, umiltà, carità". Impegni che anticipano una vita "celestiale", propria del divino e non delle forme grottesche dell'arrivismo mondano;
  • in terzo luogo la sofferenza, sotto ogni forma, vissuta come vocazione, con partecipazione al soffrire salvifico di Gesù nella sua passione, come gesto vertice della vita cristiana: offrendo tutto il proprio soffrire dalla fanciullezza alla morte;
  • in quarto luogo l'opera della "Piccola Betania", segnata non da grandi gesti istituzionali e dalle adesioni innumerevoli, ma dalla figura umile e missionaria di don Stefano Ferreri, dalla spiritualità di Germana Resch, qualificabile sinteticamente così:" cercate di fare in modo perfetto le piccole cose" dalla continuità umile, fedele, missionaria che sta vivendo.

     Le esperienze "mistiche" di Germana Resch fanno parte di quel rapporto unico e irripetibile che Gesù fa vivere ad ogni credente che pone Lui al primo posto e accetta di essere da Lui accompagnato nel cammino della vita, che diviene così davvero " la strada del Signore".

La vita di Germana, raccontata con sobrietà e con linguaggio fluente, ne siamo grati all'autore, ci ripropone la grande possibilità di non vivere invano i nostri giorni e di poter avere, nella nostra Chiesa Monregalese e nelle strade di tutto il mondo, una compagna di viaggio che ci riveli il valore di ogni piccolo gesto e pensiero d'amore e che ci doni la possibilità di dare il valore che ha il soffrire, come e con Gesù di Nazareth, il Signore.

E tutto appare di nuovo meraviglioso.

Pentecoste 2003

+ Luciano Pacomio

Vescovo di Mondovì

Biografia di Germana Resch

Germana Resch nacque a Basilea, Svizzera, nel 1883.

Giovanissima fu mandata presso le Suore Domenicane di Saint Nicolas ad Etrepany (Francia) per la sua formazione.

A 15 anni chiese il consenso di far parte di questa Comunità e all’età di 19 anni fece il suo ingresso nella Clausura di Etrepany.

Dopo pochissimo tempo si ammalò di un male misterioso che le rese impossibile la vita di clausura. Suo padre giudicò prudente seguire il consiglio del medico e la riportò a casa, a Basilea, ma poiché Germana continuava a peggiorare, i medici consigliarono il cambiamento di clima indicando l’Italia.

Nella Missione italiana di Basilea vi erano le Suore Giuseppine di Cuneo e, i signori Resch si rivolsero a loro per avere ospitalità a Cuneo.

Germana e la mamma raggiunsero questa città, ma le Suore Giuseppine non poterono ospitarle perché stavano ristrutturando la casa, si portarono allora a Fiamenga per dare un saluto alla famiglia Ferreri e anche perché desideravano passare a visitare il Santuario e a pregare.

Germana vi fu accolta e considerata benedizione della casa, in particolare dall’anziano zio don Bartolomeo, professore al seminario minore del Santuario, che riconobbe il valore di Germana e, non solo diede parere favorevole, ma fece insistenza perché fosse ospitata nella loro abitazione.

Ogni volta però che Germana tornava in Svizzera, compariva il solito male e i genitori facevano ancora ricorso alla casa ospitale dei signori Ferreri.

A Fiamenga Germana aveva una missione da compiere. Trascorse vita di sacrificio, di costante unione con Dio, di intenso amore per Gesù e per i fratelli.

Semplice, amabile, gioviale, equilibrata, straordinariamente elevata e profondamente umana, conquistava i cuori e li guidava a Dio. Infondeva pace e coraggio a quanti le si avvicinavano. Otteneva da Dio grazie preziose per chi, nei momenti più difficili ricorreva alla sua inesauribile carità, espressa soprattutto nella preghiera.

Aveva da Dio doni e grazie straordinarie. Con questi aiuti operava per il compimento dei disegni divini.

L’umiltà era la sua caratteristica, la virtù dominante attraverso la quale si manifestavano le meraviglie che la grazia operava in lei.

Costretta a lasciare la clausura, Germana continuò la sua vita di contemplazione, di profonda e costante unione con Dio.

Come Maria di Betania ella davvero scelse ‘la parte migliore’.

Con amore e per amore accettò ed offrì a Dio tutta la sua sofferenza in unione al sacrificio di Cristo.

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